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Giocare alla guerra,
il valore simbolico

Sviluppo infantile, gioco simbolico e regolazione

11/03/2026

Il gioco della guerra esiste da sempre e rientra nel bisogno naturale del bambino di scoprire e regolare alcune istanze interne. Questo gioco viene praticato da bambini e bambine di ogni cultura, provenienza, contesto sociale o politico, rappresentando un tema universale. Eppure, ad oggi, quando vediamo il "gioco delle armi", diventa quasi automatico storcere il naso e farsi alcune domande : è un gioco adeguato? È inadatto? Forse è meglio che lo evitiamo? Giocare alla guerra farà di mio/a figlio/a una persona violenta? Imparerà ad essere aggressivo/a e a fare male agli altri? 

Ci siamo mai chiesti invece perché? 

​"Quando i bambini giocano alla guerra non stanno imparando la violenza, stanno usando il gioco di finzione."

 

I bambini vivono quotidianamente momenti di normale frustrazione: vorrebbero le lasagne e abbiamo preparato una minestra, vorrebbero rimanere al parco giochi e dobbiamo andare a casa, vorrebbero usare un gioco ma devono condividerlo con il frartellino o la sorellina.

Il gioco della guerra ("maschi contro femmine", "piccoli contro grandi", "guardie contro ladri", "buoni e cattivi", "prede e cacciatori", "eroe e antagonista" etc...consente loro di scaricare le tensioni, canalizzare l'energia e la frustrazione in modo sano, manifestare i propri vissuti, dare una forma e un'immagine a ciò che provano, esplorare le proprie emozioni, sentirsi competenti e capaci, credere nelle proprie risorse e qualità. Il gioco simbolico è uno strumento naturale e terapeutico che consente crescita e maturazione: mettendo in scena alcune situazioni i bambini possono metabolizzare e comprendere sé stessi e il mondo che li circonda, gestire e superare sentimenti di paura e incertezza.

Secondo B. Bettelheim "giocare alla guerra consente di scaricare le frustrazioni accumulate e quindi di ridurne il livello". 

In questo modo evito che la rabbia, l'aggressività e la frustrazione vengano trattenute, represse o soffocate, con la probabilità che riemergano in modo più intenso ed importante in adolescenza o in età adulta.

Inoltre, giocare alla guerra, ha un'altra valenza simbolica: i bambini amano giocare alla lotta perché in questa dinamica stanno costruendo l'immagine di sé e la propria identità. Emerge in questo gioco un "Io potente", capace di determinare le proprie azioni nel mondo: "sono forte", "sono capace". Questo favorisce l'autostima, la sicurezza, la fiducia in sé e nelle proprie capacità. 

Infine il gioco simbolico è una palestra per imparare l'autoregolazione: per fingere imparo a regolare la mia forza, a padroneggiare il mio corpo e le mie emozioni, a osservare la risposta dell'altro e le reazioni.

La cosa importante è mantenere il registro simbolico e non sfociare sul piano reale, ovvero possiamo giocare senza farci male e rimanendo sul piano della finzione. "Si gioca per finta, non ci si fa male per davvero."

 

Consigli per i genitori: evitare di comprare ai bambini armi giocattolo. Per il gioco simbolico è preferibile materiale destrutturato. Portare attenzione ai contenuti a cui i bambini sono esposti: conflitti, cartoni animati, videogiochi, film, immagini forti e violente che possono sovrastimolarli e generare in loro fatiche emotive importanti.​​​​​

VIDEO E FONTI

Silvia Iaccarino _ percorsi formativi 06

BIBLIOGRAFIA

  • Un genitore quasi perfetto Bruno Bettelheim, Feltrinelli, Milano, 2013

  • Gioco e realtà Donald Wood Winnicott, Armando Editore, 2006

  • Giochi con me? Claudia Porta, Il Leone Verde, Torino, 2012

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